Tanti auguri Europa

Tanti auguri Europa
marzo 28 13:39 2017 Print This Article

Sabato si sono celebrati i 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma, l’atto fondativo di quella Comunità Economica Europea che è oggi l’Unione Europea.

 

L’anniversario cade in un clima teso e quanto mai incerto, a pochi giorni dal via libera ufficiale di Londra alla Brexit, a pochi mesi dalle elezioni francesi e tedesche sulle quali aleggia la minaccia populista e antieuropeista. La Dichiarazione di Roma, sulla quale è aleggiato fino all’ultimo minuto lo spauracchio della non-sottoscrizione unanime, è stata accolta tiepidamente da molti commentatori come scarsamente incisiva, troppo ‘diluita’. Invece, già nel preambolo si ritrova lo spirito positivo e battagliero dei padri fondatori. Forse non è ancora del tutto perduto?

 

Noi, i leader dei 27 Stati membri e delle istituzioni dell’UE, siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dall’Unione europea: la costruzione dell’unità europea è un’impresa coraggiosa e lungimirante. Sessanta anni fa, superando la tragedia di due conflitti mondiali, abbiamo deciso di unirci e di ricostruire il continente dalle sue ceneri.

 

27 Stati membri: i 6 degli albori si sono più che quadruplicati in poco più di mezzo secolo. La bandiera blu a stelle gialle, nel bene o nel male, è riuscita a mettere assieme 27 Paesi, dal Baltico al Mediterraneo. Oggi tutti sembrano accorgersi solo di quell’uno che è uscito, come se, senza il Regno Unito, dovesse andare tutto a rotoli. Ma ne rimangono altri 27 che, a quanto pare, sono intenzionati a rimanere Uniti.

 

Quella Comunità di 6 è diventata un’Unione a 27 con delle proprie istituzioni: troppo spesso viste come la roccaforte della più fredda e cieca burocrazia, capro espiatorio per antonomasia quando le cose vanno male (lo slogan ‘lo vuole Bruxelles’ giustifica spesso e volentieri i peggio sacrifici). Ma ci sono, e fanno andare avanti le cose. Abbiamo un Parlamento europeo, eletto a suffragio universale, che rappresenta oltre 500 milioni di cittadini: la più bella espressione che la democrazia occidentale potesse generare.

 

E’ utile ammetterlo, ed essere orgogliosi dei risultati raggiunti: c’è ancora tanto da fare, ma tanto è stato fatto. Facile rimarcare sempre le mancanze, i buchi, le falle. Stando uniti, con consapevolezza e buona volontà, si possono affrontare le sfide.

 

 

E che sfida era sognare l’Europa unita 60 anni fa, dopo 2 guerre mondiali e in piena guerra fredda? Se allora avessero detto ad un ragazzo della Germania Ovest che, un giorno, i suoi nipoti avrebbero studiato francese a Varsavia, assieme ad altri ragazzi inglesi e spagnoli, lo avrebbero preso per matto. Mentre oggi è la realtà di molti. Ricordiamoci che la libertà di cui possiamo godere non è piovuta dal cielo, è stata conquistata con coraggio e lungimiranza dai padri fondatori. Oggi lo diamo per scontato, ma 70 anni di pace l’Europa non li aveva visti mai: per oltre mille anni è stato un susseguirsi più o meno ininterrotto di guerre, dalle invasioni barbariche a Carlo Magno, dalla guerra dei Cent’anni a Carlo V, da Napoleone a Bismarck, fino alle due guerre mondiali. Forse non ce lo ricordiamo abbastanza.

 

Il cammino dell’integrazione europea è stato lungo e tortuoso, non sempre teso in avanti, ma ci ha dato tanto, e tanto può ancora dare. Come sembrò folle 60 anni fa dare vita ad una Comunità economica fra Stati che, fino al giorno prima, erano in guerra fra loro, così anche oggi c’è bisogno di un nuovo ‘slancio generoso, fosse anche un sogno matto’ (per dirla con Francesco Guccini) verso una maggiore integrazione, stavolta politica e governativa.

Buon compleanno Unione, altri mille di questi anni.

view more articles

About Article Author

Barbara Zamboni
Barbara Zamboni

Barbara Zamboni, trentenne (e qualcosa) è nata e vive a Trento. Cittadina europea nell’anima, ringrazia ogni giorno di far parte della generazione erasmus. Ha conseguito un master in studi europei a Varsavia.

View More Articles